"C’è una parte dell’opera di McLuhan che parla di come il telegrafo elettrico ha cambiato il giornale, anzi, dovrei dire, di come ha lo ha creato nella sua forma moderna perché ne ha modificato il rapporto col tempo. Sono pagine fondamentali. Ora il giornale è di fronte a una sfida, perché con la rete nasce una nuova scansione del tempo....
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Quell'albero di natale era un pezzo di pensieri che circolano da queste parti. Credo di non aver fatto ancora la pace con il mio bisogno di postare. E naturalmente, come accade in questi casi, gli inquieti accendono discussioni sui bisogni altrui.
Da un post di desordre scopro che è stato aperto (sicuramente da tanto ma io sono un po' lenta), da un gruppo di eroici, "bloggoteka" una sorta di rassegna, con tanto di recensione, dei migliori blog in giro. Non conosco a fondo gli obiettivi del progetto nè i criteri seguiti per questa costruenda mappatura (studierò meglio). Ma hanno recensito ava/desordre e questo già depone bene.
La cosa più divertente è che lasciando un commento di auguri per il loro lavoro, mi è stato chiesto (con molta ironia) se aspiravo ad una entrata in classifica.
Accidenti. I page rank di google o di technorati, i link e i percorsi segreti e magici per alzare il proprio livello di visibilità o il proprio punteggio, aprono anche a simpatiche "corride".
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Stazione Termini, Roma. Un grande albero di natale. Un decoro che moltiplica luci, persone, marmi e opulenza. In una stazione che ha "ripulito" gli angoli oscuri dai cartoni e dalle coperte, dalle cicche e dai colori saturi, dai chiaroscuri e dalle luci al neon. Forse solo per spostarli fuori. Come un inserviente maldestro e un po' pigro che raccoglie tutta l'immondizia sotto un vaso. Se di immondizia si tratta.
Ma quell'albero di natale rompe quell'artificiosa perfezione. Zeppo di foglietti. Lasciati da tanti. E la gente intorno. Legge. Sposta con garbo.
Magari sarà l'ennesima iniziativa di marketing. Oppure il "vezzo" di una perfezione che "concede" uno spazio alla realtà. O forse è solo quello che è. Ma quando gli occhi si allenano a trovare la bellezza, la trovano sempre, incessantemente, incoerentemente.
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