Mi convinco sempre più che non sia mai stata io a scegliere i libri, anzi. In libreria il vero espositore è quel labirinto di passi che dall'entrata va agli stand e da questi alle casse. Sono i libri che scelgono.
E ancora. Si può acquistare un libro perchè ti colpisce la dedica? Certo che si può.
Che poi il libro sia di Antonio Tabucchi, che ti fulmini la copertina con il contrasto tra il salto nel vuoto bianco e nero di Yves Klein e le macchie rosse dei bollini che strillano "novità" editoriale e sconto del 25% sul prezzo di copertina, oltre al titolo accattivante "L'oca al passo - Notizie dal buio che stiamo attraversando", è banale ammettere che sono fattori che hanno avuto il loro peso.
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Sono attonita e preoccupata. Come può rappresentare un intero paese chi ritiene che il dissenso, l'interlocuzione, l'obiezione e soprattutto il non occuparsi solo dei propri interessi sia da coglioni ? Come è possibile che non ci siano regole? E come è possibile che sia consentito tirar fuori "effetti speciali" quando non ci può più essere contraddittorio, richiesta di spiegazioni, domande da fare? E perchè le pagine dei giornali sono piene oggi di commenti sull'Ici e non della mancanza di chiarezza e di trasparenza ? E questo mare di indecisi (di cui tanto si parla), destinatari di gran parte delle "uscite" di ieri sera, perchè non leggono, si confrontano, si informano, decidono di guardare con attenzione e riflettere? (Non basta la televisione no).
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"Posso morire in qualsiasi momento ma vivo pensando, anche se è un'illusione, di essere immortale. Forse non si può vivere in nessun altro modo: conviene vivere nel futuro, conviene vivere generosamente, generosamente... Generosamente." [Jorge Luis Borges, Testamento poetico letterario]
Di fronte ad un' "onestà e capacità" diventate puro valore aggiunto, come un bubbone insidioso che cova già da un po' è scoppiata la mia personale questione morale.
Nell'attuale mercato elettorale e in questo clima da "tempesta perfetta" quel "generosamente" è una proiezione, è un programma politico, una lezione di stile, il filo conduttore di quanto vorrei ascoltare e vedere intorno. E di quanto vorrei essere capace io stessa.
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