Sto vivendo la notte di tutto il Brasile, sto correndo la Corrida di San Silvestro, la corsa dell'ultimo dell'anno, la corsa che il mio maestro e allenatore Osvaldo Suarez ha vinto tre volte [...]. Sto vivendo un momento sublime da cui non mi voglio svegliare. Sto per partire, respiro l'aria che dovrò utilizzare, non sento le mie gambe, vedo solo il loro movimento [...]. Riempio ancora i miei polmoni .. [Miguel Benancio Sanchez ]
Pochi giorni dopo, l'8 gennaio del 1978, Miguel scompare. Anche lui inghiottito in quel buco nero che poi la storia sintetizzerà con un'unica tragica parola. Desaparecido.
Venerdì 13 gennaio alle 21, a Roma presso il Teatro Verde - Circonvallazione Gianicolense 10 - , c'è uno spettacolo legato alla corsa di due giorni dopo e dedicato a Miguel e a tutti i desaparecidos argentini. Il titolo è "Notte Argentina" e l'ingresso è libero. Nel senso che non si paga biglietto. Magari si può acquistare una maglietta e l'agenda "baci sportivi di Roma" se si vuole sostenere l'iniziativa.
Mi date una mano a promuovere lo spettacolo e la corsa? Mi piacerebbe che a questa iniziativa partecipino in tanti. Si proprio tanti.
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Stazione Termini, Roma. Un grande albero di natale. Un decoro che moltiplica luci, persone, marmi e opulenza. In una stazione che ha "ripulito" gli angoli oscuri dai cartoni e dalle coperte, dalle cicche e dai colori saturi, dai chiaroscuri e dalle luci al neon. Forse solo per spostarli fuori. Come un inserviente maldestro e un po' pigro che raccoglie tutta l'immondizia sotto un vaso. Se di immondizia si tratta.
Ma quell'albero di natale rompe quell'artificiosa perfezione. Zeppo di foglietti. Lasciati da tanti. E la gente intorno. Legge. Sposta con garbo.
Magari sarà l'ennesima iniziativa di marketing. Oppure il "vezzo" di una perfezione che "concede" uno spazio alla realtà. O forse è solo quello che è. Ma quando gli occhi si allenano a trovare la bellezza, la trovano sempre, incessantemente, incoerentemente.
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Forse qualche lettore troverà che dico delle cose banali. Ma chi è scandalizzato è sempre banale. E io, purtroppo, sono scandalizzato. Resta da vedere se, come tutti coloro che si scandalizzano (la banalità del loro linguaggio lo dimostra), ho torto, oppure se ci sono delle ragioni speciali che giustificano il mio scandalo.
[Pier Paolo Pasolini , Scritti corsari ]
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Al tavolino di un bar. Piazza Mancini. Roma. Mi duole la schiena. Ho girato tutta la mattina per vedere appartamenti. L'ingrato compito di cercare casa. Un caffè e una sigaretta. Squilla il telefono. Due parole. Riattacco. Ed è proprio in quel momento che arriva lei. In verità è già seduta da un po'. Sorseggia qualcosa di chiaro, forse un latte e menta. <<Costa molto il telefonino, vero? Per questo ho scelto di non averlo. Già a casa pago tanto>>.
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