"[...]Aveva l'impressione di non aver mai vissuto tanto alla giornata come adesso. L'aveva già notato parecchie volte: più aveva problemi pressanti, che lo assillavano con la loro urgenza e gravità, più il suo cervello faceva il morto. Allora si metteva a vivere di inezie, estraneo e noncurante, spogliandosi di ogni pensiero e di ogni qualità, con l'anima sgombra, il cuore vuoto, la mente sintonizzata sulle lunghezze d'onda più corte. [...] Ma con il passare dei giorni l'indifferenza faceva danni impercettibili per cui tutto in essa scoloriva. Gli esseri umani diventavano trasparenti, tutti identici a forza di sembragli lontani. Finchè, giunto a un qualche termine del suo informale tedio, lui stesso non si sentiva più alcuna densità, alcuno spessore, e si lasciava portare in balia della quotidianeità altrui, più disposto a fare agli altri una gran quantità di favori proprio perchè divenuto loro perfettamente estraneo" [Fred Vargas, L'uomo dei cerchi azzurri, Einaudi]
Caro commissario Adamsberg vogliamo parlarne?
