All'Hotel Aiglon, in Boulevard Raspail a Parigi, 3 ore di wifi internet costano 19 euro (si può anche decidere di acquistarne solo una ma costa 12 euro).
La pioggia batte persistente da ore e il bistrot all'angolo vende sigarette.
Davanti l'entrata troneggia un grande salvadanaio di terracotta. Rappresenta un cane per non vedenti con un cartellino per la raccolta di fondi avec les mots: regala un cane a un non vedente.
Il palazzo della Fondazione Cartier , in Boulevard Raspail, ha una struttura architettonica interessante: trasparente, con gli alberi del giardino in bella mostra dietro pareti di vetro. La connessione spontanea è con uno zoo. Già, uno zoo di alberi.
I Bistrot "Campagna" (in una traversa di Boulevard Raspail) e "Le Select" ( in Boulevard Raspail) sono assolutamente da consigliare così come l'album The Raging Sun dei Logh che ascolto mentre cammino dall'albergo al bistrot all'ora di pranzo: strepitoso.
Stare 3 giorni a Parigi, sia pure per lavoro, e passare tutta la giornata chiusi in albergo in riunione o al massimo nella strada davanti, è una cosa che fa sentire irrimediabilmente stupidi.
technorati parigi, boulevard raspail, logh
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Stazione Termini, Roma. Un grande albero di natale. Un decoro che moltiplica luci, persone, marmi e opulenza. In una stazione che ha "ripulito" gli angoli oscuri dai cartoni e dalle coperte, dalle cicche e dai colori saturi, dai chiaroscuri e dalle luci al neon. Forse solo per spostarli fuori. Come un inserviente maldestro e un po' pigro che raccoglie tutta l'immondizia sotto un vaso. Se di immondizia si tratta.
Ma quell'albero di natale rompe quell'artificiosa perfezione. Zeppo di foglietti. Lasciati da tanti. E la gente intorno. Legge. Sposta con garbo.
Magari sarà l'ennesima iniziativa di marketing. Oppure il "vezzo" di una perfezione che "concede" uno spazio alla realtà. O forse è solo quello che è. Ma quando gli occhi si allenano a trovare la bellezza, la trovano sempre, incessantemente, incoerentemente.
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