"[...]Aveva l'impressione di non aver mai vissuto tanto alla giornata come adesso. L'aveva già notato parecchie volte: più aveva problemi pressanti, che lo assillavano con la loro urgenza e gravità, più il suo cervello faceva il morto. Allora si metteva a vivere di inezie, estraneo e noncurante, spogliandosi di ogni pensiero e di ogni qualità, con l'anima sgombra, il cuore vuoto, la mente sintonizzata sulle lunghezze d'onda più corte. [...] Ma con il passare dei giorni l'indifferenza faceva danni impercettibili per cui tutto in essa scoloriva. Gli esseri umani diventavano trasparenti, tutti identici a forza di sembragli lontani. Finchè, giunto a un qualche termine del suo informale tedio, lui stesso non si sentiva più alcuna densità, alcuno spessore, e si lasciava portare in balia della quotidianeità altrui, più disposto a fare agli altri una gran quantità di favori proprio perchè divenuto loro perfettamente estraneo" [Fred Vargas, L'uomo dei cerchi azzurri, Einaudi]
Caro commissario Adamsberg vogliamo parlarne?

Esatto! Ciao, un bacio
Scritto da: Marco | 21/04/08 a 16:46
Più che un tedio, un oblio...trattasi concretamente di chiudere ogni porta e sbarrare ogni finestra sul mondo. Fortunatamente ci saranno sempre persone che non sono, o non diventano, estranee per altre.
Enjoy your life Ross
Scritto da: Luca | 18/04/08 a 17:38
Il commissario Adamsberg era allibito: tutti gli indizi convergevano verso una sola strabiliante considerazione: il cadavere era proprio morto.
;-)
Ciao!
Scritto da: Marco | 17/04/08 a 12:37